In un libero Stato, esiste una libera Chiesa

Note sulla storia

È stato reso popolare dal francese Charles de Montalembert, che ha apprezzato la frase latina (Ecclesia libera in libera patria), che è ancora oggi scolpita nella sua fortezza di La-Roche-en-Breni È stato coniato nel 1826 dal pastore calvinista svizzero Alexandre Vinet, che nella sua “Mémoire en faveur de la liberté des cultes” ha stabilito il principio di una Chiesa libera in uno Stato libero

In seguito, l’espressione fu ripresa in Italia Cavour fece il suo primo discorso al parlamento dopo la formazione del Regno d’Italia il 17 marzo, che portò alla proclamazione di Roma come capitale del regno Secondo la sua teoria, il Papa dovrebbe dedicarsi completamente all’autorità spirituale, ignorando il controllo temporale sui suoi beni, permettendo a Chiesa e Stato di convivere

Bibliografia

Angela Pellicciari, Risorgimento anticattolico, Casale Monferrato 2004, pp 178-186 ISBN 88-384-8419-8, Storia della formula “Libera Chiesa in libero Stato

Enciclopedia on line In uno stato libero, esiste una chiesa libera C de Montalembert inventò l’affermazione, che C Benso di Cavour ripeté più volte nel suo discorso al Parlamento, tra gli altri luoghi, in cui sostenne l’ordine del giorno che proclamava Roma capitale d’Italia (27 marzo, 1861) Il motto è sopravvissuto nell’uso pubblico e storico come un aforisma efficace del pensiero dello statista su come risolvere il dilemma romano nella nuova situazione creata dalla costituzione del Regno d’Italia Quel concetto ha influenzato l’approccio del liberalismo italiano al problema dei legami stato-chiesa

QUESTIONE ROMANA LIBERALISMO AFORISMO CAVOUR therebero ESPRESSIONI E PROVERBI

[dal latino liber -ra -rum] lbero agg – 1 a Chi non è soggetto al dominio o all’autorità altrui, che ha il diritto di agire secondo la propria volontà senza essere costretto da forze esterne che ne limitino materialmente e moralmente la volontà e i movimenti:

stato²

[lat status -us “condizione, posizione, stabilità” (der di stare “fermo”)] status2 status2 m [lat status -us “condizione, posizione, stabilità” (der di stare “fermo”)] 1 In frasi grammaticali, stare, essere fermo (in opposizione al moto, al movimento): Stato complementare in situ;

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La terra alta del lavoro

Questo concetto ormai famoso di una Chiesa libera in uno Stato libero è nato in Francia il 22 ottobre 1800, quando Carlo di Montalembert fu inviato in Italia da La Roche en Breny, un villaggio di 2.500 persone nel dipartimento della Côte-d’Or “Credo che la soluzione della questione romana debba essere prodotta dalla convinzione che crescerà sempre più nella società moderna, e anche nella grande società cattolica, che la libertà è altamente favorevole allo sviluppo del vero sentimento religioso: Abbiamo visto un illustre scrittore in un lucido intervallo dimostrare all’Europa, con un libro che ha fatto molto rumore, che la libertà è altamente favorevole allo sviluppo del vero sentimento religioso: Abbiamo visto un illustre scrittore in un lucido intervallo dimostrare

Il conte di Montalembert era convinto che quando il conte di Cavour menzionava il grande scrittore, si riferiva a lui, così gli scrisse una lettera il 22 ottobre 1860, sotto la data di La Roche en Breny (2) “Tutte le libertà civili e politiche che costituiscono il regime normale di una società incivile, lungi dal nuocere alla Chiesa, la aiutano nel progresso e nella gloria”, scrive Montalembert nella lettera “Essa vi trova, sì, rivalità, ma anche diritti; lotte, ma anche armi, e quelle che le si addicono per eccellenza, la parola, l’associazione e la carità” Tuttavia, la libertà non si addice alla Chiesa fino a quando una condizione è soddisfatta: Parlo a nome mio, senza missione né autorità, basandomi unicamente su una lunga esperienza individualmente illuminata della situazione della Francia dopo 10 anni Ma, senza esitazione, ripeto che una Chiesa libera in mezzo a uno Stato libero è il mio obiettivo”.

La celebre formula fu rivelata con queste parole Non fu il conte di Cavour ad inventarla, come si crede comunemente, ma piuttosto il conte di Montalembert che la rubò (1)

(1) Atti uff della Cam dei dep anno 1860, N 153, pag 594, col 2; Atti uff della Cam dei dep anno 1860, N 153, pag 594, col 2; Atti uff de

(2) Vedi la traduzione italiana di questa lettera per ulteriori informazioni

(1) Il conte di Montalembert tenne in seguito due discorsi al Congresso dei cattolici a Matines, in Belgio, dal 18 al 22 agosto 1863, con il tema della Chiesa libera nello Stato libero “Une formule déjà célèbre: l’eglise free dans l’etat libre”, affermò Montalembert, “e che, essendo stata per noi derobée e messa in circolazione da un grand coupable, n’en reste pas moins le symbole de nos convictions et de nos esperances” Vedi il Corrispondente del 25 agosto 1803

Il conte di Cavour disse il 27 marzo 1861, dopo che i parlamentari di Torino avevano dichiarato Roma capitale d’Italia: “Resta da convincere il Papa che la Chiesa può essere autonoma senza cedere il suo potere temporale” Ma mi sembra che quando ci presentiamo al Sommo Pontefice e gli diciamo: Santo Padre, il potere temporale non è più una garanzia di indipendenza per voi, rinunciate ad esso, e noi vi concederemo quella libertà che avete cercato invano per tre secoli da tutte le grandi potenze cattoliche: di questa libertà avete cercato di strappare alcune porzioni attraverso i concordati, con i quali voi, o Santo Padre, siete stati costretti a concedere in compensazione privilegi, anzi peggiori, di quelli che avete cercato di strappare

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Galeazzi, Giacomo

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“Le chiacchiere danneggiano la qualità delle persone, danneggiano la qualità del lavoro e danneggiano l’ambiente!” dice Papa Francesco in un libro (20/12/2013 Discorso alla Curia Romana)

“Di sicuro, il paese più bello del pianeta è il mio” Si chiama Ponna Inferiore, ed è una frazione di Ponna, un minuscolo comune situato tra il lago di Como e il lago di Lugano in Valle d’Intelvi

Vivo in questo piccolo paese da qualche anno Ponna si trova in cima a una montagna boscosa con faggi, castagni e abeti, alta meno di mille metri e di forma triangolare, conosciuta come Alpe di Ponna Ponna Superiore (detta anche Ponna Cima), Ponna Media (conosciuta anche come Ponna di Mezzo), e Ponna Inferiore sono i tre comuni minori (altrimenti chiamati Ponna Fondo) Le tre frazioni hanno una popolazione totale di meno di 300 persone, con Ponna Inferiore che ne conta una cinquantina”.

Stefano Guarinelli, Paoline, La gente mormora Tuttavia, perché l’autore ha citato la sua terra nel libro? È solo perché è un bel paese? Sicuramente no! Ma il suo obiettivo è autenticamente “scientifico”, e il suo paese è l’esca, per catturarci e portarci qui, e per impostare e indirizzare il suo discorso sui pericoli del pettegolezzo, nonché sulle funzioni sociali e individuali del pettegolezzo, al fine di rendere ancora più efficace ogni intervento volto a contrastarne o prevenirne le derive

Mormorii, chiacchiere, pettegolezzi, dicerie, dicerie, illazioni, indiscrezioni, insinuazioni, voci e così via sono tutti esempi di pettegolezzi Possiamo dedurre che è sempre esistito e che fa parte della “normalità” delle connessioni sociali in base alla sua prevalenza nella letteratura di tutti i tempi In realtà, il pettegolezzo indica un problema di “funzionamento” dell’individuo o del gruppo

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I tentativi di affrontare il pettegolezzo, come il tic, sono spesso infruttuosi, soprattutto se non si intercettano le profonde dinamiche individuali e sociali di cui è espressione Molto più di un tic, però, il pettegolezzo può degenerare in comportamenti con ripercussioni di vasta portata

In un libero Stato, esiste una libera Chiesa

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